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	<title>Terra di Santi</title>
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		<title>San Domenico Savio</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato nel 1842 - morto nel 1857.

“La morte, ma non peccati”: non è il programma di vita di un venerando anacoreta, ma la regola di condotta che improntò la breve, ma luminosa esistenza, di un adolescente vissuto nell'Italia del secondo Ottocento, <strong>Domenico Savio</strong>. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://terradisanti.it/san-domenico-savio.html/san-domenico-savio-1" rel="attachment wp-att-463"><img class="none size-full wp-image-463" title="San Domenico Savio 1" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/San-Domenico-Savio-1.jpg" alt="San Domenico Savio" width="500" height="614" /></a></p>
<h2>San Domenico Savio</h2>
<p>Nato da laboriosa famiglia di operai (il padre Carlo era attivo come fabbro, mentre la madre Brigida esercitava il mestiere di sartoria), <strong>Domenico</strong> trascorse anni sereni, sia pure caratterizzati da frequenti trasferimenti dei genitori, per ragioni di lavoro, in alcune località piemontesi: dal paese natìo di Riva di Chieri a Castelnuovo d&#8217;Asti, nella frazione di Murialdo, e, successivamente, in quella di Mondonio.</p>
<blockquote><p>“I miei amici saranno Gesù e Maria”</p></blockquote>
<p>Sin dalla prima infanzia, il piccolo Domenico, nella semplicità dei suoi gesti di fanciullo, iniziò a distinguersi per singolare fede e non comune attenzione per la carità, dando prova, soprattutto, di mirabile venerazione per la presenza di Gesù nel Sacramento dell&#8217;Eucaristia. In Gesù, Domenico trovò non solo un ideale di vita, ma un grande Amico, come egli stesso affettuosamente lo chiamerà, cui donare tutta la propria vita.</p>
<p>Dopo aver ricevuto per la prima volta la S. Comunione, a soli sette anni, il giovane Savio intraprese la sua rapida scalata alle vette della santità, dando esempio di come essa non fosse una meta irraggiungibile riservata a pochi, ma un punto di arrivo accessibile a tutti, giovani e meno giovani, in ogni condizione o stato di vita.</p>
<p><img class="none size-full wp-image-464" title="San Domenico Savio 2" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/San-Domenico-Savio-2.jpg" alt="San Domenico Savio" width="350" height="467" /></p>
<h3>“Servi il Signore nella gioia”: l&#8217;incontro di San Domenico Savio con Giovanni Bosco</h3>
<p>Il 1854 fu un anno speciale, non solo perchè l&#8217;allora pontefice Pio IX, sul soglio di Pietro fra il 1846 e il 1878, proclamò solennemente il dogma di Maria SS.ma Immacolata fin dal primo istante del Suo concepimento – e il piccolo Domenico già coltivava un intenso amore per la Madre di Dio -, ma anche perchè, su iniziativa del suo maestro di scuola, il giovane Savio ebbe l&#8217;occasione di incontrare un altro gigante della santità, don Giovanni Bosco (1815-1888), che in quegli anni andava applicando il proprio metodo pedagogico presso l&#8217;Oratorio eretto presso la località dei “Becchi”, proprio vicino a Castelnuovo. Colpito dalla sensibilità religiosa dello zelante fanciullo, don Bosco preconizzò per lui un futuro quale sacerdote e, allo scopo di introdurlo nella scelta vocazionale, lo ammise come proprio allievo presso l&#8217;Oratorio Valdocco di Torino.</p>
<blockquote><p>“Servi il Signore nella gioia”</p></blockquote>
<p>aveva detto un giorno don Bosco al piccolo <strong>Domenico</strong> che gli chiedeva quale fosse la strada migliore per diventare santo.</p>
<p>Piccolo apostolo di Gesù e della sua Madre, Maria, in onore della quale diede addirittura vita a un fervente sodalizio, la “Compagnia dell&#8217;Immacolata”, Domenico diede incessante testimonianza di amore per Dio e per le anime, edificando, con il proprio esempio di preghiera e penitenza, i compagni e gli adulti che lo accostavano.</p>
<p>“Servi il Signore nella gioia” anche quando, solo tre anni dopo, un&#8217;affezione tubercolotica non diede scampo all&#8217;instancabile amico di Gesù e Maria, che lasciò questo mondo irraggiando la gioia dell&#8217;imminente incontro con Coloro che tanto aveva amato e servito durante il suo rapido passaggio terreno.</p>
<p>Elevato agli onori degli altari con la beatificazione e la canonizzazione da parte di papa Pio XII, rispettivamente nel 1950 e nel 1954, Domenico Savio è ricordato dalla liturgia cattolica nella memoria del 9 marzo (6 maggio per i Salesiani).</p>
<h3>Per approfondire San Domenico Savio</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/32300" target="_blank">http://www.santiebeati.it/dettaglio/32300</a><br />
Prezioso approfondimento biografico sulla figura del giovane Domenico Savio, con il testo della novena in suo onore.</p>
<p><a href="http://www.salesianilecce.it/" target="_blank">http://www.salesianilecce.it/</a><br />
Sito ufficiale della Basilica leccese intitolata a San Domenico, con ampio materiale relativo alle attività pastorali promosse dai Salesiani.</p>
<p><strong>Bibliografia </strong></p>
<ul>
<li>
<div>Pietro Brocardo, <em>Domenico Savio: studio e conferenze in occasione della sua beatificazione</em>, Società editrice internazionale, 1950.</div>
</li>
<li>
<div>Giovanni Bosco, <em>Vita di Domenico Savio. Trascrizione in lingua corrente dal testo di Don Bosco con fatti e notizie nuove</em>, Elledici Editrice, 2002.</div>
</li>
<li>
<div>Teresio Bosco, San Domenico Savio, Elledici Editrice, 2002.</div>
</li>
<li>
<div>Mario Vito Fabbian, <em>Domenico Savio</em>, Edizioni Messaggero, 2004.</div>
</li>
<li>
<div>Teresio Bosco, <em>San Domenico Savio visto da vicino</em>, Elledici Editrice, 2004.</div>
</li>
<li>
<div>Aldo Giraudo, <em>Domenico Savio raccontato da don Bosco</em>, Editrice LAS (Libreria Ateneo Salesiano), 2005.</div>
</li>
</ul>
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		<title>Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santuari]]></category>

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		<description><![CDATA[“Per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le iniquità degli uomini”: così il <strong>26 maggio</strong> del <strong>1432</strong>, apparendo a Giannetta Vacchi, la Vergine Maria recava un messaggio di clemenza divina che, da allora, si estende a tutti coloro che accorrono a venerarLa nell'oasi di pace del <strong>Santuario di Caravaggio</strong>, sito in territorio bergamasco, molto vicino alla località di Treviglio.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="none  wp-image-460" title="Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio 2" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Santuario-di-Santa-Maria-del-Fonte-di-Caravaggio-2.jpg" alt="Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio" width="600" height="421" /></p>
<h2>Il Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio (Bg)</h2>
<p>La Madre di Dio, a conferma della veridicità dell&#8217;apparizione e della testimonianza di Giannetta, fece sgorgare dal suolo una fonte di acqua, dalla quale è tuttora possibile attingere, che, nel giro di poco tempo, divenne famosa per i miracoli di guarigione ottenuti a coloro che vi si fossero bagnati.</p>
<p>L&#8217;edificazione del <strong>Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio</strong> così come lo si può visitare oggi iniziò nel 1571, quando la cappella, costruita fra 1432 e 1433, non era più in condizioni di sopportare gli ampliamenti che, nel frattempo, si erano resi necessari per poter accogliere il numero crescente di pellegrini. La definizione del progetto fu affidata all&#8217;architetto Pellegrino Tibaldi (1527-1596), il quale fu molto attivo in Lombardia grazie a numerose committenze affidategli dal cardinale Carlo Borromeo.</p>
<p>L&#8217;impianto basilicale, di dimensioni veramente imponenti, è circondato da un ampio porticato e abbellito da un pregiato obelisco antistante, insieme ad una lunga fontana. L&#8217;ideazione della cupola è da attribuirsi a Giovan Battista Quadrio, architetto attivo presso la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, mentre l&#8217;altar maggiore all&#8217;interno è di progettazione di Filippo Juvarra (1678-1736) e sorge proprio al di sopra del punto in cui la Madre di Cristo apparve all&#8217;umile Giannetta, facendo scaturire la prodigiosa sorgente d&#8217;acqua.</p>
<p><img title="Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio 1" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Santuario-di-Santa-Maria-del-Fonte-di-Caravaggio-1.jpg" alt="Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio" width="250" height="333" /></p>
<p>Oltre ai molti esperti in campo architettonico, all&#8217;edificazione e abbellimento del Santuario concorsero pure numerosi artisti, pittori e scultori, tra cui si possono menzionare Giovanni Moriggia (1796-1878), a sua volta allievo del neoclassicista Giuseppe Diotti (1779-1846), nonché Luigi Cavenaghi (1844-1918), esponente di primo piano dell&#8217;arte del restauro, ma anche Ambrogio da Fossano detto il Bergognone (1453-1523), esponente della cultura rinascimentale lombarda legata all&#8217;attività di Vincenzo Foppa (1427-1515), Camillo Procaccini (1561-1629), uno dei pittori più espressivi delle istanze cattoliche controriformistiche, Giovanni Stefano Danedi (1612-1690), meglio noto come Montalto, artista nativo di Treviglio, e Stefano Maria Legnani (1660 ca.-1713 ca.), detto anche Legnanino, per non dimenticare Giacomo Cavedoni (1577-1660), pittore di ascendenza stilistica veneta, Guido Reni (1575-1642), tra i principali artisti secenteschi operanti in Italia e, in epoca più recente, il mosaicista Mario Busini, attivo negli anni &#8217;50 del XX secolo.</p>
<p>Come si può notare, un autentico stuolo di professionisti dell&#8217;architettura e dell&#8217;arte lasciò la propria impronta nel <strong>Sacro Tempio di Caravaggio</strong>, contribuendo in tal modo alla maggior gloria della Vergine che su quella terra discese e appoggiò il proprio Piede.</p>
<p><img class="none size-full wp-image-461" title="Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio 3" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Santuario-di-Santa-Maria-del-Fonte-di-Caravaggio-3.jpg" alt="Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio" width="472" height="329" /></p>
<p>Nostra Signora di Caravaggio, la cui statua venne incoronata solennemente nel 1710, a partire dall&#8217;anno 1962 condivide con Sant&#8217;Omobono il <strong>patronato della diocesi di Cremona</strong>. Il suo culto viene celebrato con particolare onore ogni anno il giorno 26 maggio, in ricordo della prodigiosa manifestazione mariana.</p>
<h3>Per conoscere meglio il Santuario di Caravaggio</h3>
<p><a href="http://www.santuariodicaravaggio.it/index.aspx" target="_blank">http://www.santuariodicaravaggio.it/index.aspx</a><br />
Il sito ufficiale del Santuario è fonte privilegiata di informazioni sulla storia, le tradizioni, l&#8217;evento dell&#8217;apparizione, le devozioni e gli appuntamenti liturgici, gli anniversari più salienti. Di particolare l&#8217;utilità il ricco apparato di fotografie che consente di svolgere una sorta di “visita virtuale” del Santuario, alla scoperta dei suoi molteplici tesori di arte e di fede.</p>
<p><a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/54700" target="_blank">http://www.santiebeati.it/dettaglio/54700</a><br />
Utile link di approfondimento sulla storia del Santuario e sul messaggio di Maria.</p>
<p><a href="http://airemsea.it/le-apparizioni-mariane/santuari-mariani/" target="_blank">http://airemsea.it/le-apparizioni-mariane/santuari-mariani/</a><br />
Sul sito de “L&#8217;Oasi di Engaddi” è possibile reperire un ampio documento in pdf. sul Santuario di Caravaggio, la sua storia e la devozione mariana correlata.</p>
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		<title>Santuario della Madonna di Loreto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santuari]]></category>

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		<description><![CDATA[Compreso nella giurisdizione della Praelatura Territorialis ab Alma Domo Lauretana, sorge uno dei Santuari mariani più noti e amati nel mondo: il <strong>Santuario della Santa Casa di Loreto</strong> che un antico testo, la Relatio Teramani di <strong>Pier Giorgio di Tolomei</strong>, risalente al 1465, individua come “camera della casa della gloriosissima Madre del nostro Signore Gesù Cristo”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-455" title="Santuario della Madonna di Loreto 1" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Santuario-della-Madonna-di-Loreto-1.jpg" alt="Santuario della Madonna di Loreto" width="600" height="447" /></p>
<h2 align="JUSTIFY">Il Santuario della Madonna di Loreto (An)</h2>
<p align="JUSTIFY">Ma intorno alla straordinaria vicenda della<strong> Santa Casa</strong>, nella quale la Vergine Maria avrebbe ricevuto l&#8217;annuncio prodigioso dell&#8217;arcangelo Gabriele, che le preconizzava la Divina Maternità, la tradizione era già ampiamente consolidata nei secoli precedenti lo scritto del Teramano.</p>
<p align="JUSTIFY">Furono davvero gli Angeli a trasportare, in un mirabile volo, le Sacre Stanze dell&#8217;abitazione nazaretana della Madre di Dio in terra marchigiana, come voleva la devota credenza dei fedeli supportata dal Teramano e confermata, ancora nel 1625, dal religioso Andrea Gelsomini, autore di un pregatio testo dal titolo <em>Tesoro celeste della divozione di Maria Vergine Madre di Dio</em> ? Oppure, per una singolare sovrapposizione di termini, la traslazione sarebbe stata frutto di un&#8217;iniziativa della dinastia imperiale bizantina degli Angeli, il cui primo esponente fu Isacco II? Oppure, ancora, avrebbe avuto un ruolo determinante l&#8217;Ordine dei Templari? Al di là delle molteplici ipotesi e teorie che sono state avanzate nel corso dei secoli per spiegare il trasporto della Casa di Maria SS.ma dalla terra di Palestina sino in territorio italico, <strong>Loreto</strong> divenne, nel giro di poco tempo, una meta di pellegrinaggio prediletta da parte dei fedeli, sia che fossero intenzionati a proseguire poi per Gerusalemme, sia che avessero deciso di fermarsi in loco.</p>
<p align="JUSTIFY">I lavori di costruzione del grandioso complesso basilicale, che oggi è possibile ammirare, iniziarono già a partire dal 1468, coinvolgendo i nomi più in vista tra i professionisti dell&#8217;architettura del tempo, tra cui si possono citare, a titolo esemplificativo, Giuliano (1445-1516) e Antonio da Sangallo (1484-1546), nonché Donato Bramante (1444-1514) e, più tardi, Luigi Vanvitelli (1700-1773); per non parlare, poi, degli esponenti di primo piano del mondo artistico, pittorico e scultoreo, tra cui Benedetto da Maiano (1442-1497), Luca Signorelli (1445-1523), Federico Zuccari (1539-1609) e Giovan Battista Della Porta (1542-1597).</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-456" title="Santuario della Madonna di Loreto-interno" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Santuario-della-Madonna-di-Loreto-interno.jpg" alt="Santuario della Madonna di Loreto" width="500" height="375" /></p>
<p align="JUSTIFY">Oltre che ai resti della <strong>Santa Casa di Nazareth</strong>, custoditi in un reliquiario-gioiello, adorno di pregevoli raffigurazioni marmoree, cui lavorò, fra gli altri, lo scultore Andrea Sansovino (1467-1529), il Santuario lauretano custodisce al proprio interno uno splendido esemplare, in copia dell&#8217;originale che subì un rilevante danno nel corso di un incendio divampato nel 1921, di Madonna Nera: insieme al Santuario di Oropa e a tanti altri nel mondo, anche <strong>Loreto</strong> condivide il culto per l&#8217;effigie della Vergine Bruna. Il lettore desideroso di avere maggiori informazioni può utilmente consultare una preziosissima “Banca Dati delle Madonne Nere d&#8217;Europa” al sito <a href="http://www.nigrasum.it/" target="_blank">http://www.nigrasum.it/</a><a href="http://www.nigrasum.it/">.</a><strong> </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-457" title="Madonna di Loreto" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Madonna-di-Loreto.jpg" alt="Madonna di Loreto" width="508" height="548" /></p>
<p align="JUSTIFY">Non c&#8217;è Papa nel corso della storia che non abbia visitato il Santuario o abbia concesso titoli e privilegi alla Vergine che in esso è venerata: possiamo solo fare menzione al conferimento del <strong>patronato degli aviatori</strong> a Nostra Signora di Loreto, da parte del pontefice Benedetto XV nel 1920, nonché alle numerose Rose d&#8217;Oro donate alla Madonna dai Papi, tra cui Gregorio XIII nel 1574 e Giovanni Paolo II nel 1995.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Per conoscere meglio il Santuario della Santa Casa di Loreto</h3>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.santuarioloreto.it/" target="_blank">http://www.santuarioloreto.it/</a><br />
Sito ufficiale, con ricco repertorio di materiale informativo e documentario sulla storia del Santuario, la programmazione liturgica, le iniziative editoriali correlate.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lavocecattolica.it/santacasa.htm" target="_blank">http://www.lavocecattolica.it/santacasa.htm</a><br />
Sito ricchissimo di materiale informativo e documentario sulla Traslazione della Santa Casa, con numerosi video, repertori iconografici e materiale di approfondimento storico-religioso.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/80900" target="_blank">http://www.santiebeati.it/dettaglio/80900</a><br />
Pagina informativa, tratta dal più ampio portale “Santi e Beati”, relativa al Santuario di Loreto, alla sua storia e devozione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>San Romualdo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato nel 951/953 - morto nel 1027.

“Anacoreta e padre dei monaci Camadolesi”: con due sintetiche, ma efficaci, pennellate, il Martirologio Romano delinea il profilo dell'austero, vigoroso abate, fondatore del celeberrimo <strong>Eremo di Camaldoli</strong>, presso Arezzo, da cui si irradiò progressivamente non solo in Italia, ma anche in altri continenti, la spiritualità propria della Congregazione camaldolese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-453" title="San Romualdo" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/San-Romualdo.jpg" alt="San Romualdo" width="600" height="597" /></p>
<h2>San Romualdo</h2>
<p>Ma chi fu <strong>San</strong> <strong>Romualdo</strong>? In base alle notizie biografiche di lui ci sono pervenute, in particolare attraverso uno scritto a lui dedicato da un altro insigne Santo della Chiesa Cattolica, San Pier Damiani (1007-1072), il quale aveva abbracciato la vita monastica proprio seguendo le orme di Romualdo in una delle sue fondazioni, l&#8217;Eremo di Fonte Avellana, sito in territorio marchigiano.</p>
<p>Dopo una deludente esperienza presso l&#8217;Abbazia di Sant&#8217;Apollinare in Classe – ove, negli anni successivi, tornerà per un breve periodo in qualità di Abate -, il giovane Romualdo, cui la nascita in ambiente aristocratico non aveva impedito di anelare a un ideale di vita all&#8217;insegna della più rigida austerità, si orientò verso una più decisa adesione all&#8217;istanza eremitica, ponendosi alla scuola di alcuni venerati maestri dell&#8217;epoca e, soprattutto, approdando presso la fondazione monastica catalana di Saint-Michel di Cuxa, ove maturò e perfezionò il proprio orientamento religioso.</p>
<h3>&#8220;Siedi come un bambino contento solo della grazia di Dio&#8221;: l&#8217;ideale di santità di Romualdo</h3>
<p>In un periodo in cui, non di rado, si poteva assistere allo smarrimento degli ideali e dei valori fondativi da parte di Ordini religiosi, invischiati nelle cose del mondo più che dediti alle realtà divine, Romualdo, al suo rientro dalla terra spagnola, seppe promuovere e diffondere nella penisola italica una Regola caratterizzata dalla sapiente armonizzazione del dettato di San Benedetto, incentrato sull&#8217;esperienza cenobitica, con l&#8217;ascetismo e la predilezione per l&#8217;eremitaggio, tipici della spiritualità dei santi Padri del monachesimo d&#8217;Oriente.</p>
<p>Inesausto artefice di eremi e fondazioni, tra cui l&#8217;Abbazia di Santa Maria di Sitria, nel perugino (se ne vedano le bellissime foto al link <a href="http://www.abbazie.com/dimenticate/monastero_sitria_it.html" target="_blank">http://www.abbazie.com/dimenticate/monastero_sitria_it.html</a>), e l&#8217;Eremo di San Vincenzo di Petra Pertusa, nelle Marche, Romualdo fu non di rado interpellato dai grandi del tempo, tra cui Ottone III, imperatore di origine sassone sul trono fra 996 e 1002, per la risoluzione di difficili contese, senza, tuttavia, rinunciare mai alla profonda vocazione per la ricerca di Dio nella quiete della solitudine.</p>
<p>Dopo la fondazione di Camadoli, nel 1012, Romualdo concluse in età avanzata il suo itinerario di pellegrino verso l&#8217;Eterno, presso l&#8217;Abbazia di Val di Castro, da lui stesso voluta nell&#8217;anno 936.</p>
<p>Elevato agli onori degli altari con la canonizzazione ad opera di papa Clemente VIII, sul soglio di Pietro fra 1592 e 1605, il fondatore dell&#8217;Ordine Camaldolese viene ricordato nella liturgia cattolica del 19 giugno.</p>
<h3>Per approfondire San Romualdo</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://www.camaldoli.it/" target="_blank">http://www.camaldoli.it/</a><br />
Sito ufficiale, in cinque lingue, dellla Comunità Monastica di Camaldoli, con ampi approfondimenti intorno alla spiritualità, le attività, gli eventi e i servizi disponibili per i pellegrini.</p>
<p><a href="http://www.catria.net/San_Romualdo_a_Sitria.html" target="_blank">http://www.catria.net/San_Romualdo_a_Sitria.html</a><br />
Prezioso e interessante approfondimento sulla presenza di <strong>San Romualdo</strong> a Sitria, con estratti dalla biografia del Santo redatta da Pier Damiani.</p>
<p><a href="http://www.esicasmo.it/San%20Bruno/ROMUALDO/san_romualdo_e_i_camaldolesi.htm" target="_blank">http://www.esicasmo.it/San%20Bruno/ROMUALDO/san_romualdo_e_i_camaldolesi.htm</a><br />
Meraviglioso sito con articoli e approfondimenti sulla figura di<strong> San Romualdo</strong>, la Regola da lui stilata e contributi sulla spiritualità camaldolese. Assolutamente da visitare!</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Paolo Bossi, Alessandro Ceratti, Eremi camaldolesi in Italia: luoghi, architettura, spiritualità, Vita e Pensiero, 1993.</li>
<li>Giuseppe Vedovato, Camaldoli e la sua Congregazione dalle origini al 1184. Storia e documentazione, Cesena, 1994 (Pubblicazioni del Centro Storico Benedettino Italiano, Italia Benedettina, XIII).</li>
<li>Cécile Gaby, De l&#8217;érémitisme rural au monachisme urbain. Les camaldules en Italie à la fin du moyen age, Ecole française de Rome, Roma, 1999.</li>
<li>“San Romualdo e l&#8217;Ordine camaldolese”, in Ivan Gobry, Giovanni Spinelli, L&#8217;Europa di Cluny: riforme monastiche e società d&#8217;Occidente: secoli VIII-XI, Città Nuova, 1999, pp. 309-332</li>
<li>San Romualdo: storia, agiografia e spiritualità; Fonte Avellana, 23-26 agosto 2000, vol. 23 di Atti del convegno del Centro di Studi Avellaniti, Edizioni Il Segno dei Gabrielli, 2002.</li>
<li>Consuetudo Camaldulensis: Rodulphi Constitutiones, Liber eremitice regule: edizione critica e traduzione, a cura di Pierluigi Licciardello, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2004.</li>
<li>Privilegio d&#8217;amore. Fonti camaldolesi. Testi normativi, testimonianze documentarie e letterarie, a cura di Cecilia Falchini, Edizioni Qiqajon, 2007.</li>
</ul>
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		<title>Santa Veronica Giuliani</title>
		<link>http://terradisanti.it/santa-veronica-giuliani.html</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nata nel 1660 - morta nel 1727.

“Ricca di carismi spirituali, corrispose nel corpo e nell'anima alla passione di Cristo”: così recita il Martirologio Romano a proposito di una delle più ardenti mistiche della Passione di Gesù Cristo lungo tutta la storia della Chiesa, <strong>Veronica Giuliani</strong>, per descrivere le cui esperienze interiori non si è esitato a parlare di “pazzia d'amore”. Nel leggere il suo Diario, infatti, si comprende come solo un Amore oltre l'umana capacità di intendere e ragionare possa aver ispirato e guidato una semplice creatura, sino a trasformarla e a conformarla pienamente a Sé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-450" title="Santa Veronica Giuliani" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/Santa-Veronica-Giuliani.jpg" alt="Santa Veronica Giuliani" width="400" height="489" /></p>
<h2>Santa Veronica Giuliani</h2>
<p>La vita di <strong>Veronica</strong> – al secolo <strong>Orsola Giuliani</strong> – sin dalla prima infanzia si connotò per una spiccata propensione alla vita spirituale e all&#8217;anelito alla santità. Le esperienze mistiche iniziarono a manifestarsi prestissimo e furono corroborate da un tangibile segno di appartenenza divina: sul letto di morte, infatti, la giovane mamma della piccola Veronica le indicò, quale testamento spirituale, la piaga del Sacro Costato di Gesù Cristo. Fu come un potente indicatore di strada per la giovane, la quale, in misura sempre più crescente, iniziò a palesare il proprio desiderio di donarsi interamente allo Sposo Divino.</p>
<h3><strong>“Io godevo di essere nulla e che Dio sia l&#8217;infinito”: il motto di Santa Veronica Giuliani  </strong></h3>
<p>Nell&#8217;anno 1677, dopo aver superato le resistenze paterne, l&#8217;intrepida <strong>Veronica</strong> si nascose entro le mura del Monastero delle Monache Cappuccine di Città di Castello (il luogo di nascita della Santa era Mercatello sul Metauro), dove potè finalmente realizzare la propria aspirazione: essere tutta di Gesù, abbandonarsi al Suo Amore operante, imitarlo sempre più perfettamente sul sentiero della rinuncia a se stessa, della donazione incondizionata, dell&#8217;accettazione della sofferenza a vantaggio delle anime.</p>
<p>Durante gli anni della sua vita nel Monastero, Veronica fu favorita da doni celesti e carismi spirituali del tutto fuori dal comune, che attirarono ben presto l&#8217;attenzione indagatrice della competente Autorità ecclesiastica, cui era giunta risonanza del mirabile vissuto mistico-ascetico della monaca. Nel 1693, per disposizione del suo confessore, Veronica iniziò a descrivere per iscritto, nel suo celebre <em>Diario</em>, i dettagli delle estasi e i contenuti dei colloqui divini di cui era favorita; nel 1697, infine, ricevette il dono delle stimmate e della transverberazione, ossia della trafittura del cuore.</p>
<p>Sempre più simile al suo Signore nell&#8217;annientamento della propria volontà, Veronica, prima di essere eletta badessa del Monastero nel 1716, dovette passare attraverso un crogiuolo di tremende umiliazioni da parte degli ecclesiastici del Sant&#8217;Uffizio, i quali dapprima diffidenti verso il misticismo della Religiosa cappuccina, la sottoposero ad una serie di pesanti limitazioni interne alla comunità, sino ad essere private della possibilità di partecipare alla celebrazione eucaristica.</p>
<p>Alla fine vittoriosa su prove che avrebbero certamente sfiancato altri spiriti meno temprati, Veronica tornò a svolgere in seno alla comunità monastica ruoli di spicco, contribuendo alla nascita e all&#8217;afflusso di molte giovani, desiderose di consacrarsi a Gesù Cristo.</p>
<p>Il 9 luglio 1727, dopo un periodo di trentatrè giorni di protratta agonia, <strong>Veronica Giuliani</strong> rese l&#8217;anima a Dio, suscitando l&#8217;unanime cordoglio della cittadinanza.</p>
<p>Elevata agli onori degli altari con la beatificazione nel 1804 da parte <strong>di papa Pio VII,</strong> sul soglio di Pietro fra 1800 e 1823, e con la canonizzazione nel 1839 da parte del papa Gregorio XVI, regnante fra 1831 e 1846, Santa Veronica viene ricordata dalla liturgia cattolica nella memoria del 9 luglio.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-451" title="santa-veronica-giuliani-1" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/santa-veronica-giuliani-1.jpg" alt="Santa Veronica Giuliani" width="500" height="659" /></p>
<h3>Per approfondire Santa Veronica Giuliani</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://santaveronicagiuliani.it/index.php?lang=it" target="_blank">http://santaveronicagiuliani.it/index.php?lang=it</a><br />
Sito ufficiale del Monastero di Santa Veronica Giuliani, a Città di Castello, con preziosi links relativi alla storia della fondazione, al profilo spirituale di santa Veronica, alle pubblicazioni riguardanti la Santa. Assolutamente da visitare!</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20101215_it.html" target="_blank">http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20101215_it.html</a><br />
Testo dell&#8217;udienza generale del papa Benedetto XVI, in data 15 dicembre 2010, dedicata al profilo di Santa Veronica.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Metodio da Membro, L&#8217;itinerario spirituale di Santa Veronica Giuliani dalle pagine del suo “Diario”, in «Collectanea Franciscana», 31 (1961), pp. 285-350.</li>
<li>Veronica Giuliani, Un tesoro nascosto ossia Diario di S. Veronica Giuliani, Monastero delle Cappuccine – Città di Castello, 1969.</li>
<li>Marisa Borchiellini, Veronica Giuliani. La fiamma dell&#8217;amore, Edimond, 1999.</li>
<li>Santa Veronica Giuliani, Léon Veuthey, Domenico Alfonsi, S. Veronica Giuliani: diario della vita interiore, Miscellanea francescana, 2005.</li>
<li>Sabatino Sciorio, Veronica Giuliani. Un&#8217;esistenza con Maria, Cantagalli, 2010.</li>
<li>Sabatino Sciorio, Maria nella vita sacramentale di santa Veronica Giuliani. Il sacramento della Confessione e quello dell&#8217;Eucaristia, Cantagalli, 2010.</li>
<li>Remo Bistoni, Santa Veronica e i suoi fioretti, San Paolo Edizioni, 2011.</li>
</ul>
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		<title>San Gabriele dell&#8217;Addolorata</title>
		<link>http://terradisanti.it/san-gabriele-delladdolorata.html</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 13:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato nel 1838 - morto nel 1862.

Incrociare il suo sguardo significa farsi contagiare dalla sua gioia: e la vita, poi, scorre diversa, in una luce inedita e preziosa. E', in sintesi, l'esperienza tuttora vissuta dai numerosi fedeli e devoti che incontrano, presso il Santuario a lui dedicato o nelle chiese a lui intitolate, la persona e il carisma di <strong>Gabriele dell'Addolorata</strong>, al secolo Francesco Possenti, uno dei Santi più amati della Chiesa Cattolica, nonché gloria dell'Ordine religioso dei Passionisti, cui egli appartenne. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="none  wp-image-445" title="San-Gabriele-dell-Addolorata002" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/San-Gabriele-dell-Addolorata002.jpg" alt="San Gabriele dell'Addolorata" width="600" height="394" /></p>
<h2>San Gabriele dell&#8217;Addolorata</h2>
<p>Impossibile non restare conquistati dal fascino che irradia dal suo breve percorso terreno, in cui una folgorante chiamata alla santità trasformò un giovane brillante, intelligente, ricercato, di indubbio talento intellettuale e umano, in uno dei più ardenti contemplativi del mistero del dolore sperimentato da Gesù Cristo nella sua tremenda Passione e dalla sua Madre divina in unione con le sofferenze del Figlio.</p>
<p>Nell&#8217;anno 1856, precisamente il giorno 22 agosto, Francesco, provato dapprima dalla dolorosissima perdita della madre, nel 1841, e, in seguito, della sorella, nel 1855, sentì chiara e inequivocabile nel proprio cuore la chiamata a lasciare il mondo, per abbracciare la vita religiosa. La Madre di Dio gli aveva toccato il cuore, inducendolo a superare ogni indugio e a porsi decisamente sulla via della conformazione al proprio Figlio, attraverso la penitenza, l&#8217;ascesi, la meditazione sul sacrificio di Cristo per la salvezza dell&#8217;uomo, la rinuncia alla propria volontà per aderire sempre più pienamente a quella del Padre.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-447" title="San-Gabriele-dell-Addolorata000" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/San-Gabriele-dell-Addolorata000.jpg" alt="San Gabriele dell'Addolorata" width="328" height="405" /></p>
<h3>“La mia vita è una continua gioia”: il motto di San Gabriele dell&#8217;Addolorata</h3>
<p>Il dolore, la sofferenza fisica e morale, avevano scavato nell&#8217;animo del gioviale e sensibile Francesco un abisso che solo l&#8217;Amore di Dio poteva ora colmare: solo la potente azione della Grazia può, infatti, rendere ragione di come un cuore trafitto dalla perdita dei più cari affetti terreni e da non poche malattie, lungi dall&#8217;abbandonarsi allo sconforto e alla disperazione, si dilati fino a trovare nella Volontà di Dio la causa prima e unica della propria inalterabile serenità, che nessuna sciagura umana riesce a spezzare.</p>
<p>A partire dal 1856 e negli anni successivi, Francesco, che aveva assunto il nome di <strong>Gabriele dell&#8217;Addolorata</strong>, percorse le tappe della sua formazione e del suo ingresso ufficiale, con la professione religiosa, nell&#8217;austero Ordine dei Passionisti, passando in varie case nel territorio del maceratese e del teramano, in particolare presso il convento di Isola del Gran Sasso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-446" title="San-Gabriele-dell-Addolorata003" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/02/San-Gabriele-dell-Addolorata003.jpg" alt=" Santuario di San Gabriele dell'Addolorata" width="600" height="397" /><br />
<em>Santuario di San Gabriele dell&#8217;Addolorata</em></p>
<p>Pur avendo iniziato, a partire dal 1859, la preparazione richiesta per l&#8217;ammissione al Sacerdozio, il giovane Gabriele non riuscì a conseguire gli Ordini maggiori, ma solo quelli minori: una tremenda affezione tubercolotica ai polmoni, infatti, non gli diede scampo e lo condusse alla fine prematura, nel 1862.</p>
<p>La fama della sua santità, legata soprattutto ai miracoli prodigiosi attribuiti alla sua potente intercessione, si diffuse e si consolidò, rendendo il Santuario a lui intitolato una delle mete più amate di pellegrinaggio della penisola italiana.</p>
<p><strong>Gabriele dell&#8217;Addolorata</strong> venne elevato agli onori degli altari nel 1908, con la beatificazione da parte del papa Pio X, regnante fra 1903 e 1914, e con la canonizzazione nel 1920, da parte del papa Benedetto XV, sul soglio di Pietro fra 1914 e 1922.</p>
<p>La sua memoria liturgica ricorre il 27 febbraio.</p>
<h3>Per approfondire San Gabriele dell&#8217;Addolorata</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://www.sangabriele.org/">http://www.sangabriele.org/</a><br />
Sito ufficiale del <strong>Santuario di San Gabriele dell&#8217;Addolorata</strong>, in provincia di Teramo, con links approfonditi riguardanti la vita del Santo, le iniziative e gli eventi promossi dal Santuario a lui intitolato, con uno sguardo specifico rivolto alla pastorale giovanile.</p>
<p><a href="http://sangabriele.wordpress.com/">http://sangabriele.wordpress.com/</a><br />
Pregevole sito con amplissima informazione relativa alla vita del Santo e all&#8217;Ordine Passionista, unitamente ad una sezione di preghiere a lui dedicate. Ricchissimo!</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Franco D&#8217;Anastasio, San Gabriele dell&#8217;Addolorata: un messaggio di spiritualità, Eco, 1995.</li>
<li>Pierino Di Eugenio, San Gabriele dell&#8217;Addolorata, San Paolo Edizioni, 2002.</li>
<li>Santuario San Gabriele dell&#8217;Addolorata (volume 4 di I luoghi della fede), Elledici, 2008.</li>
<li>Valentino Savoldi, San Gabriele dell&#8217;Addolorata, Elledici, 2007.</li>
<li>Tito P. Zecca, Gabriele dell&#8217;Addolorata (1838-1862). Una resa senza condizioni. Biografia di san Gabriele dell&#8217;Addolorata, Paoline Editoriale Libri, 2008.</li>
<li>Gabriele Cingolani, San Gabriele dell&#8217;Addolorata. Vita e preghiere, Elledici, 2009.</li>
<li>Eugenio Fazia, Riflessioni e preghiere di san Gabriele dell&#8217;Addolorata e di santa Teresa di Lisieux, Edizioni Palumbi, 2011.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Beata Caterina da Pallanza</title>
		<link>http://terradisanti.it/beata-caterina-da-pallanza.html</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 13:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://terradisanti.it/?p=321</guid>
		<description><![CDATA[Nata nel 1437 - morta nel 1478.

Dall'incanto delle rive del Lago Maggiore, ove nacque in località di Pallanza, sino alle austere pendici ove, a partire dal 1604, venne edificato il percorso del Sacro Monte di Varese: queste le tappe salienti del percorso esistenziale di <strong>Caterina Moriggi</strong> (ma sul cognome non vi è completa concordanza di lezioni), fondatrice, unitamente alla beata <strong>Giuliana Puricelli</strong> (1427-1501), oriunda di Verghera di Semerate, dell'Ordine monastico contemplativo delle <strong>Romite Ambrosiane</strong>. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone  wp-image-392" title="Beata Caterina da Pallanza" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Beata-Caterina-da-Pallanza.jpg" alt="Beata Caterina da Pallanza" width="200" height="336" /></p>
<h2>La vita della Beata Caterina da Pallanza</h2>
<p>La giovane <strong>Caterina</strong>, rimasta orfana ancora adolescente in decenni contraddistinti dal dilagare delle epidemie e delle pestilenze nel nord-Italia, e non solo, approdò intorno alla metà del XV secolo nei luoghi dell&#8217;antico <strong>Santuario di Santa Maria del Monte</strong>, sopra Velate, in provincia di Varese: a lei si unì, alcuni anni più tardi, <strong>Giuliana Puricelli</strong>, nativa della zona di Busto Arsizio, della quale il Martirologio Romano ricorda che fu “insigne per l&#8217;invitta forza d&#8217;animo, la mirabile pazienza e l&#8217;assidua contemplazione delle realtà celesti” (per un profilo si veda il link <a href="http://santiebeati.it/dettaglio/90062" target="_blank">http://santiebeati.it/dettaglio/90062</a>).</p>
<blockquote><p>“Sit vobis anima una et cor unum in Deum”</p></blockquote>
<p>Le due zelanti compagne furono l&#8217;anima di una comunità religiosa, dedita alla preghiera, alla penitenza e all&#8217;assistenza spirituale e materiale di coloro che facevano visita come pellegrini al Santuario: a tale realtà, la Chiesa conferì approvazione ufficiale tra 1474 e 1476, concedendo la costituzione di un complesso monastico di impronta claustrale, con vita comunitaria ordinata secondo la regola, di matrice agostiniana, detta di <strong>S. Ambrogio ad Nemus</strong>, già adottata nel corso del Trecento da una comunità cenobitica maschile, sorta in Milano e riconosciuta ufficialmente dal <strong>papa Gregorio XI</strong>, sul soglio di Pietro dal 1370 al 1378.</p>
<p>Le <strong>Romite Ambrosiane</strong>, ancora oggi presenti nella località del Sacro Monte di Varese, godettero di ampia protezione e sostegno, in particolare da parte della famiglia Viscontea, potendo in tal modo affiancare al Monastero anche una struttura scolastica; a partire dagli anni &#8217;60 del Novecento, in concomitanza con la diffusione dell&#8217;Ordine e la fondazione di nuove comunità in varie località lombardo-varesine, si assistette, invece, ad una rivalorizzazione dell&#8217;originario carisma claustrale e contemplativo.</p>
<p>Caterina Moriggi morì nel 1478, lasciando alle sue consorelle, quale testamento spirituale, lo spirito di obbedienza e il timor di Dio. Al suo posto, in qualità di badessa della comunità, subentrò Benedetta Biumi.</p>
<p>Il culto della fondatrice delle Romite Ambrosiane, per la quale la Chiesa non procedette a un vero e proprio processo canonico di beatificazione, fu riconosciuto e approvato nel 1769; la memoria liturgica della Beata Caterina cade il giorno 6 aprile, mentre quella della Beata Giuliana il 15 agosto.</p>
<h3>Per approfondire la vita della Beata Caterina da Pallanza</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/90061" target="_blank">http://www.santiebeati.it/dettaglio/90061</a><br />
Link biografico relativo al profilo della Beata Caterina da Pallanza.</p>
<p><a href="http://www.villaschiari.it/insegnamenti/06_209.pdf" target="_blank">http://www.villaschiari.it/insegnamenti/06_209.pdf</a><br />
Dettagliato profilo della vita della Beata Caterina, con la ricostruzione del percorso fondativo dell&#8217;Ordine delle Romite.</p>
<p><a href="http://www.itctosi.va.it/speciali/storia2/beatagiuliana.htm" target="_blank">http://www.itctosi.va.it/speciali/storia2/beatagiuliana.htm</a><br />
Il link riporta un profilo biografico di Giuliana Puricelli, prima compagna di Caterina Moriggi, nonchè un prezioso repertorio iconografico sulla diffusione del culto alla beata Giuliana.</p>
<p><a href="http://www.sacromonte.it/" target="_blank">http://www.sacromonte.it/</a><br />
Sito ufficiale del Sacro Monte di Varese, con ampie informazioni di carattere storico e indicazioni pratiche per raggiungere il luogo e accedere alle iniziative liturgiche ivi promosse.</p>
<p><strong>Libri</strong></p>
<ul>
<li>Inos Biffi, <em>Mirabile Ydio ne li sancti soy. Le beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese secondo le più antiche biografie</em>, Edizioni Lativa, 1983.</li>
<li><em>Duemila anni di santità in Piemonte e Valle d&#8217;Aosta</em> (a cura di Aldo Ponso), Effatà Editrice, 2001, pp. 246-247.</li>
</ul>
<p>Per un quadro della “Vita religiosa al femminile” nel corso del XV secolo, con speciale menzione all&#8217;esperienza della Beata Caterina, si può utilmente consultare il volume <em>Storia della spiritualità italiana</em> (a cura di Pietro Zovatto), Città Nuova Editrice, 2002, pp. 179-181.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Collevalenza (Pg). Santuario dell&#8217;Amore Misericordioso</title>
		<link>http://terradisanti.it/collevalenza-pg-santuario-dellamore-misericordioso.html</link>
		<comments>http://terradisanti.it/collevalenza-pg-santuario-dellamore-misericordioso.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 13:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santuari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://terradisanti.it/?p=360</guid>
		<description><![CDATA[Si deve all'iniziativa di <strong>Madre Speranza di Gesù</strong> (1893-1983), fondatrice in Spagna della Congregazione delle <strong>Ancelle dell'Amore Misericordioso</strong> (http://www.amormisericordioso.org/ws/it/ancelle-dell-amore-misericordioso/), l'edificazione nella località perugina di <strong>Collevalenza</strong> di un Santuario intitolato all'Amore di Dio che nel Figlio Gesù Cristo si rivela come sconfinata Misericordia per l'uomo ferito dal peccato e dalle sue drammatiche conseguenze. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-389" title="Santuario dell'Amore Misericordioso" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Santuario-dellAmore-Misericordioso1.jpg" alt="Collevalenza (Pg). Santuario dell'Amore Misericordioso" width="600" height="431" /></p>
<h2>Storia del Santuario dell&#8217;Amore Misericordioso</h2>
<p>Sia l&#8217;idea della <strong>Congregazione</strong>, sia quella del <strong>Santuario</strong>, furono ispirate alla religiosa da Gesù stesso, come ella stessa confidò alle pagine del suo Diario mistico. <strong>Josefa Alhama Valera </strong>(1893-1983) – questo il nome al secolo di Madre Speranza – avvertì sin dalla giovinezza il desiderio di consacrarsi interamente a Dio, ma non fu subito immediatamente chiaro in quale modalità: Josefa, infatti, dopo un&#8217;iniziale adesione alla spiritualità delle Figlie del Calvario e delle Suore Missionarie fondate da S. Antonio Maria Claret, comprese progressivamente che Gesù la stava chiamando a una consacrazione più intensa e perfetta ai poveri, con i quali Egli aveva voluto identificarsi sin dai giorni della sua vita terrena.</p>
<blockquote><p>“Bussate orfani e nelle Ancelle dell&#8217;Amore Misericordioso troverete delle madri”:</p></blockquote>
<p><em></em><img class="alignnone size-full wp-image-390" title="Madre Speranza di Gesù" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Madre-Speranza-di-Gesù.jpg" alt="Madre Speranza di Gesù" width="340" height="408" /><br />
<em> Madre Speranza di Gesù</em></p>
<p>Con questo appello, <strong>Madre Speranza</strong>, a partire dal 1930, anno di istituzione della nuova Congregazione, si rivolgeva a quanti – indigenti, orfani, ma anche persone colpite da ingiusta persecuzione a causa della fede – si sarebbero rivolti alle Religiose da lei costituite. La Provvidenza non invano le aveva volute in un momento storico particolarmente carico di tensioni come quello che l&#8217;Europa andava attraversando negli anni immediatamente precedenti lo scoppio del secondo conflitto mondiale: la guerra civile in Spagna e, in seguito, fra 1939 e 1945, la guerra totale, falcidiarono innumerevoli vite e ne gettarono moltissime altre nella disperazione, nella miseria, nella malattia.</p>
<p>Le <strong>Ancelle di Madre Speranza</strong> portarono ovunque, non solo in Spagna, ma anche in Italia, il proprio contributo di presenza e di operosa carità, sanando molte ferite e restituendo rinnovata fiducia in chi non sperava più nulla di buono per sé e per i propri cari.</p>
<p>Sull&#8217;edificazione del <strong>Santuario dell&#8217;Amore Misericordioso</strong>, completata nell&#8217;arco di poco più di un decennio e conclusa entro il 1965, incisero il contributo e lo stile di un architetto spagnolo, <strong>Julio Lafuente</strong>, distintosi pure nel contesto della progettazione degli edifici per l&#8217;evento dei Giochi Olimpici del 1960, svoltisi a Roma (per maggiori informazioni sul profilo di Lafuente si può consultare il link <a href="http://www.studiolafuente.it/#/Home" target="_blank">http://www.studiolafuente.it/#/Home</a>).</p>
<p>Nel contesto della specifica spiritualità, incentrata sulla conversione e l&#8217;affidamento alla Divina Misericordia, che si irradia nel Santuario, un rito particolarmente suggestivo è quello del bagno penitenziale nelle vasche appositamente allestite; un&#8217;altra manifestazione tangibile del provvidente Amore divino attraverso l&#8217;opera delle Ancelle, dei Sacerdoti e dei Laici dell&#8217;Amore Misericordioso è, non da ultimo, la particolare attenzione dedicata ai giovani e al loro cammino formativo.</p>
<h3>Per conoscere meglio il Santuario dell&#8217;Amore Misericordioso</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://www.collevalenza.it/" target="_blank">http://www.collevalenza.it/</a><br />
Sito ufficiale del Santuario, con un ampio repertorio di informazioni intorno alle iniziative liturgiche e pastorali correlate, nonché alla spiritualità di Madre Speranza.</p>
<p><a href="http://www.amormisericordioso.org/ws/it/home.htm" target="_blank">http://www.amormisericordioso.org/ws/it/home.htm</a><br />
Sito ufficiale della Famiglia dell&#8217;Amore Misericordioso nei suoi vari rami, con un preziosissimo approfondimento biografico relativo a Madre Speranza e alcune preghiere, tra cui la Novena da lei stessa composta.</p>
<p><a href="http://www.stpauls.it/madre/0902md/0902md22.htm" target="_blank">http://www.stpauls.it/madre/0902md/0902md22.htm</a><br />
Un utile articolo di Maria Di Lorenzo, dal titolo <em>Un grande e insondabile mistero</em>, dedicato al profilo di Madre Speranza.</p>
<p><strong>Libri</strong></p>
<ul>
<li>Mario Gialletti, <em>Madre Speranza: nella sua vita un cammino verso la misericordia</em>, Edizioni L&#8217;Amore Misericordioso, 1994.</li>
<li>Gino Capponi, <em>Madre Speranza di Gesù</em>, Edizioni L&#8217;Amore Misericordioso, 1995.</li>
<li><em>Il cuore di madre Speranza</em>, Editrice Shalom, 1998.</li>
<li>Beppe Amico, <em>Madre Speranza. Una storia di grazia e misericordia</em>, Reverdito, 2001.</li>
<li>Valentino Salvoldi, <em>Madre Speranza.Un nome che viene dall&#8217;alto</em>, Elledici, 2011.</li>
</ul>
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		<title>Santa Caterina da Genova</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 13:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nata nel 1447 - morta nel 1510.


Nobildonna appartenente all'antichissimo casato genovese dei <strong>Fieschi</strong>, di appartenenza guelfa, nella Genova di inizio Cinquecento, travagliata da lotte di potere intestine tra famiglie contendenti, da un lato, e piagata dalle pestilenze che infestavano l'Europa e l'Italia, <strong>Caterina</strong> diede un'eroica testimonianza del primato dell'amore di Dio e per Dio, che consente di superare le convenienze e la grettezza degli interessi umani e di trasformare anche le situazioni più restrittive in occasioni di Grazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone  wp-image-383" title="Santa Caterina da Genova 1" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Santa-Caterina-da-Genova-1.jpg" alt="Santa Caterina da Genova" width="316" height="520" /></p>
<h2>La vita di Santa Caterina da Genova</h2>
<p>Come molte altre Sante di questo periodo, nate in contesti familiari altolocati, anche Caterina potè senz&#8217;altro godere dei molteplici vantaggi associati alla sua condizione, tra cui, ad esempio, la possibilità di accedere a un&#8217;istruzione di alto livello o di condurre una vita agiata, tra mondanità e possibilità di incontri e relazioni sociali. Ma, nel leggere la biografia di Caterina, si avverte chiaramente come questo tipo di esistenza, che avrebbe fatto la felicità di tante altre fanciulle del suo rango, non soddisfaceva la giovane la quale, sia pure circondata dallo sfavillio di tanta ricchezza e dalle sicurezze offerte dal suo potente parentado (di esso faceva parte pure un pontefice della Chiesa Cattolica, <strong>Innocenzo IV</strong>, sul soglio di Pietro tra il 1243 e il 1254!), si sentiva perennemente inquieta e avrebbe optato decisamente per la consacrazione religiosa.</p>
<p>Nel 1463, per mera opportunità dinastica, andò sposa a un esponente di un&#8217;illustre famiglia, principesca e dogale, gli <strong>Adorno</strong>: il matrimonio le garantì la permanenza in uno<em> status</em> agiato ma accrebbe, nel contempo, la sua inquietudine interiore, anche a motivo dei non facili rapporti con il coniuge.</p>
<p>La svolta – l&#8217;ora di Dio nella sua vita! &#8211; si verificò dieci anni più tardi, nel 1473, quando una singolare esperienza di luce e conoscenza interiore, occorsale mentre si accostava al sacramento della Confessione, la fece esclamare:</p>
<blockquote><p>“Non più mondo, non più peccati!”</p></blockquote>
<p>Dio aveva fatto breccia nel cuore di Caterina che, da quel momento e per il resto della sua vita, fu guidata in una conoscenza sempre più approfondita della divina Carità, che l&#8217;aveva salvata da un&#8217;esistenza dissipata per proiettarla verso le vette della santità. Ardente di amore per Dio e di desiderio di salvezza per le anime, iniziò a prodigarsi con infaticabile zelo a favore dei sofferenti – e le ricorrenti pestilenze avevano seminato nella città di Genova ogni sorta di desolazione, miseria e tormento! &#8211; ricoverati presso il principale ospedale cittadino, il <strong>Pammatone</strong>.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-386" title="Santa Caterina da Genova 2" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Santa-Caterina-da-Genova-2.jpg" alt="Santa Caterina da Genova" width="225" height="304" /></p>
<p style="text-: justify;">Favorita da rivelazioni divine ed esperienze mistiche che l&#8217;infiammarono sempre più di amore per Dio e di disprezzo per le vanità mondane, nelle quali aveva trascorso molti anni, Caterina ha lasciato un fondamentale scritto in 19 capitoli, il <em>Trattato del Purgatorio,</em> in cui la Santa descrive la condizione delle anime purganti, il loro desiderio di purificazione per essere degne di poter accedere alla visione eterna di Dio, unico e sommo Bene, la tipologia delle pene da esse sperimentate e l&#8217;insegnamento che le anime di coloro che si trovano ancora sulla terra possono trarre dalla considerazione delle pene cui, nell&#8217;altra vita, va soggetto il peccato.</p>
<p>Scomparsa nel 1510, Caterina da Genova, la cui salma permane incorrotta a secoli di distanza dalla sepoltura, venne definitivamente elevata agli onori con la canonizzazione, da parte del <strong>papa Clemente XII</strong>, nel 1737.</p>
<p>Viene ricordata dalla liturgia cattolica il giorno 15 settembre.</p>
<h3>Per approfondire la vita di Santa Caterina da Genova</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://christusveritas.altervista.org/santa_caterina_genova1.htm" target="_blank">http://christusveritas.altervista.org/santa_caterina_genova1.htm</a><br />
Prezioso link, con approfondimento di carattere storico-biografico e spirituale intorno al profilo di Santa Caterina da Genova.</p>
<p><a href="http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=225" target="_blank">http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=225</a><br />
Il link propone il testo integrale del<em> Trattato del Purgatorio</em>.</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110112_it.html" target="_blank">http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110112_it.html</a><br />
Testo dell&#8217;Udienza generale del papa Benedetto XVI, in data 12 gennaio 2011, dedicata a Santa Caterina da Genova.</p>
<p><strong>Libri</strong></p>
<ul>
<li>Teodosio da Voltri, <em>Santa Caterina da Genova: La Gran Dama dell&#8217;amore</em>, Vita Francescana, 1929.</li>
<li>Rinaldo Del Bo, <em>Caterina da Genova: l&#8217;amore e il purgatorio</em>, All&#8217;insegna del pesce d&#8217;oro, 1978.</li>
<li>Caterina da Genova, <em>Trattato del purgatorio e altri scritti</em> (a cura di T. Giuggia), Gribaudi, 1996.</li>
<li>Antonio Maria Sicari, <em>L&#8217;ottavo libro dei Ritratti di Santi</em>, Jaca Book 2004, pp. 39-50.</li>
<li>Caterina Freschi Adorno, <em>Dialoghi dell&#8217;anima e del corpo</em>, Edizioni L&#8217;Arca Felice, 2008.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Santa Francesca Romana</title>
		<link>http://terradisanti.it/santa-francesca-romana.html</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 13:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marinella Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nata nel 1384 - morta nel 1440. 


Nobildonna, sposa, madre, religiosa, taumaturga: nel profilo di Santa Francesca Bussa, meglio nota come <strong>Francesca Romana</strong> dal momento della sua elevazione, nel XVII secolo, al patronato della Capitale, confluirono molteplici tratti che la rendono, ancor'oggi, un singolare modello di santità per ogni stato di vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone  wp-image-400" title="Santa Francesca Romana" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Santa-Francesca-Romana.jpg" alt="Santa Francesca Romana" width="500" height="564" /></p>
<h2>La vita di Santa Francesca Romana</h2>
<p>Le origini altolocate – Francesca era, infatti, figlia di aristocratici dell&#8217;Urbe, residenti nel centralissimo quartiere Parione, comprendente, fra l&#8217;altro, la celebre piazza di Campo de&#8217; Fiori – non le risparmiarono un consistente fardello di travagli e sofferenze, non solo a livello personale e familiare. Se si dà un&#8217;occhiata al periodo in cui si snodò il percorso di vita della Santa, si può comprendere come alla Chiesa cattolica e alla città di Roma non arridessero tempi felici: la prima, infatti, si trovava nel pieno del drammatico scisma d&#8217;Occidente, che, apertosi nel 1378 con la duplice elezione al soglio di Pietro di due papi, <strong>Urbano VI</strong> e <strong>Clemente VII</strong>, si trascinò sino al 1417, quando un apposito<strong> Concilio</strong>, svoltosi nella località tedesca di <strong>Costanza</strong>, pose fine alla divisione protratta, mediante l&#8217;elezione di un nuovo pontefice nella persona di <strong>Martino V</strong>, che regnò sino al 1431.</p>
<p>La città di Roma, dal canto suo, era squassata dal perdurante conflitto con il re di Napoli, l&#8217;allora <strong>Ladislao I</strong>, nato dal matrimonio fra Carlo di Durazzo e la consanguinea Margherita, il quale, a partire dal 1405, nel contesto generale dello scisma, intraprese una serie di offensive strategico-militari allo scopo di estendere il proprio dominio anche sui territori di pertinenza del Papa.</p>
<blockquote><p>“Anima benedetta, sta salda nella fede; pensa all&#8217;Amore”</p></blockquote>
<p>Insomma, come si può agevolmente intuire, si trattava di un periodo complesso e difficile, nel quale Francesca, anche a motivo delle sue origini familiari e della parentela acquisita in seguito al matrimonio, fra 1395 e 1396, con l&#8217;aristocratico <strong>Lorenzo de&#8217; Ponziani</strong>, fu coinvolta in prima persona. La disgrazia occorsa al marito, che riportò una grave forma di permanente invalidità in seguito ad uno scontro nel quadro dell&#8217;attacco portato a Roma dallo stesso re Ladislao, e la dolorosissima perdita di due bambini, ancora infanti, segnarono profondamente l&#8217;animo di Francesca, acuendo la sua sensibilità per le più svariate forme di sofferenza che ella poteva cogliere ovunque nella propria città, soprattutto in concomitanza con la terrificante epidemia di <strong>peste nera</strong> che in quei decenni si era abbattuta sull&#8217;Italia e sulla stessa Roma.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-401" title="Santa Francesca Romana 2" src="http://terradisanti.it/wp-content/uploads/2012/01/Santa-Francesca-Romana-2.jpg" alt="Santa Francesca Romana" width="350" height="523" /></p>
<p>Con un coraggio e uno spirito di fede che le venivano dall&#8217;amore ardente per Gesù Cristo, lo Sposo cui non aveva cessato di essere unita, sebbene le circostanze non le avessero consentito di realizzare sin dalla prima giovinezza il suo ideale di vita religiosa, nel 1425 Francesca, insieme ad altre pie donne di animo caritatevole, diede vita ad una congregazione di Oblate presso i Benedettini del Monte Oliveto, cui nel 1433, in seguito al trasferimento in zona Campidoglio, a <strong>Tor de&#8217; Specchi</strong>, fu conferito riconoscimento ufficiale quali <strong>Oblate della Santissima Vergine</strong>.</p>
<p>Dedita con eguale zelo alla cura della nuova comunità da lei presieduta e, insieme, al marito e ai familiari, che mai trascurò, Francesca offrì una straordinaria testimonianza di insonne carità verso i bisignosi, formando in tal modo lo spirito delle Religiose che, nella congregazione delle <strong>Oblate di Santa Francesca Romana</strong>, come saranno poi ribattezzate, proseguiranno nel corso dei secoli la sua instancabile opera al servizio della carità e della vera fede.</p>
<blockquote><p>“Io sono l&#8217;amore gentile che rende libera l&#8217;anima”</p></blockquote>
<p>Favorita da straordinari doni mistici, Francesca visse un&#8217;eccezionale esperienza di unione con Gesù, con la sua Madre SS.ma e con il proprio Angelo custode, e si distinse, sin dai suoi giorni terreni, per le singolari doti taumaturgiche.</p>
<p>Deceduta nel 1440, Francesca fu elevata agli onori degli altari con la canonizzazione nel 1608 da parte del <strong>papa Paolo V</strong>, regnante fra 1605 e 1621.</p>
<p>La sua memoria liturgica è celebrata il 9 marzo.</p>
<h3>Per approfondire la vita di Santa Francesca Romana</h3>
<p><strong>Siti Internet</strong></p>
<p><a href="http://www.gliscritti.it/blog/entry/682" target="_blank">http://www.gliscritti.it/blog/entry/682</a><br />
Preziosissimo link che propone la traduzione in lingua italiana della vita di Santa Francesca Romana (<em>Beata Francisca illustris</em>) redatta da fra Ippolito.</p>
<p><a href="http://www.tordespecchi.it/public/" target="_blank">http://www.tordespecchi.it/public/</a><br />
Sito ufficiale del Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana, con un&#8217;ampia sezione storico-biografica relativa al profilo della Fondatrice e al carisma dell&#8217;Istituto.</p>
<p><strong>Lbri</strong></p>
<ul>
<li>
<div>AA.VV. <em>Ieri e oggi. Francesca Romana segno dei tempi (1384-1984)</em>, Arti Grafiche B.N.Marconi, 1984.</div>
</li>
<li>Maria Luigia Valenti Ronco, <em>Francesca Romana: La “poverella” di Trastevere</em>, Città Nuova, 1985.</li>
<li>Alessandra Bartolomei Romagnoli, Giorgio Picasso, <em>Santa Francesca Romana: edizione critica dei trattati latini di Giovanni Mattiotti</em>, Libreria Editrice Vaticana, 1994.</li>
<li>Maria Luigia Valenti Ronco, <em>Francesca Romana. La santa della solidarietà e della speranza</em>, San Paolo Edizioni, 2005.</li>
<li>Angelo Montonati, <em>Francesca Romana</em>, Paoline Edizioni, 2008.</li>
<li>Alessandra Bartolomei Romagnoli, <em>Francesca Romana: la santa, il monastero e la città alla fine del Medioevo</em>, Edizioni del Galluzzo, 2009.</li>
<li>Cipriano Carini, <em>Santa Francesca Romana</em>, Elledici, 2009.</li>
</ul>
<p>Un utile approfondimento sul profilo spirituale di Santa Francesca Romana si può reperire al capitolo XVII “Le mistiche” del volume <em>Storia della spiritualità italiana</em> (a cura di Pietro Zovatto), Città Nuova, 2002, pp. 210-212.</p>
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